I dati dimostrano che la desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un problema reale che sta cambiando radicalmente la vita delle persone.

Si tratta di un fenomeno in corso da tempo, le cui numerose conseguenze sociali ed economiche sono state finora ignorate o sottovalutate.

Secondo l’indagine condotta dal Centro Studi Uilca, in Italia, a fine 2024, oltre 3.300 comuni non hanno più uno sportello bancario, e questo significa che circa 4 milioni e mezzo di cittadini non hanno accesso diretto a un servizio essenziale.

In Emilia-romagna, solo negli ultimi cinque anni, abbiamo perso più del 20% degli sportelli bancari, e le chiusure non si sono fermate nemmeno nel 2025.

In merito alla desertificazione bancaria, nell’intervista rilascia a TRC Bologna, il Segretario Generale di Uilca Emilia Romagna, Mario Cusano, ha dichiarato: “È un problema reale, sentito dalle persone e con impatti sociali importanti: oltre che creare un evidente problema occupazionale, riduce la propensione agli investimenti, influenza la scelta di vivere o meno in un territorio e rischia di spingere i cittadini che hanno necessità verso forme di credito non convenzionali. Crediamo che le banche possano fare la differenza: non devono limitarsi ad adattarsi al fenomeno dello spopolamento, ma possono fare da traino per invertire questa tendenza e diventare un punto di riferimento per i territori. Con la campagna “chiusura filiali? no, grazie” e con i nuovi osservatori regionali, Uilca sta portando avanti questa battaglia per dare voce a chi rischia di rimanere indietro”.

Guarda qua 👇 il servizio di Giulia Leonelli sul Telegiornale di TRC Bologna di mercoledì 20 agosto 2025.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *