Il 19 novembre 2025, nella città di Bologna, si è svolta la tavola rotonda “Chiusura Filiali? No Grazie”, un momento di confronto dedicato all’approfondimento del fenomeno della desertificazione bancaria in Emilia-Romagna. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato da Uilca nel 2023, anno in cui ha preso avvio, proprio nella nostra regione, la campagna volta a sensibilizzare cittadini e istituzioni sul progressivo arretramento dei servizi bancari dai territori.

All’incontro hanno preso parte il segretario generale Uilca, Fulvio Furlan, il segretario generale Uil Emilia-Romagna, Marcello Borghetti, l’assessore regionale al Bilancio, Davide Baruffi, e il presidente di Emil Banca, Gian Luca Galletti, coordinati dal vicedirettore de Il Resto del Carlino, Valerio Baroncini.

I lavori sono stati introdotti dall’intervento di Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, e da una relazione di Roberto Telatin, responsabile del Centro Studi Uilca Orietta Guerra, che ha offerto un’analisi dettagliata dell’evoluzione del fenomeno e una proiezione dei possibili scenari futuri.

Nel corso della discussione è stato sottolineato come la chiusura delle filiali bancarie non impatti esclusivamente sull’occupazione, ma comporti ricadute significative sull’intero sistema dei servizi che sostiene la vita economica, sociale e produttiva dei territori. La riduzione degli sportelli può infatti determinare un progressivo indebolimento delle comunità locali, favorendo l’aumento dei divari territoriali e la perdita di coesione sociale.

A fronte di questo scenario, è emersa l’esperienza di Emil Banca, la quale, a differenza dei grandi gruppi bancari, sta perseguendo strategie orientate al mantenimento o alla riapertura degli sportelli anche in aree considerate non redditizie, garantendo servizi bancari alle comunità locali. Un esempio positivo che richiama gli istituti di credito alla loro responsabilità sociale: le banche, pur essendo imprese private, rispondono a un’esigenza collettiva riconosciuta dalla Costituzione e rappresentano un pilastro fondamentale dell’infrastruttura civile del Paese, nonché un servizio essenziale per le comunità. Garantire la presenza di servizi bancari sul territorio significa infatti salvaguardare la democrazia, la coesione sociale e il progresso economico.

Per queste ragioni è stata avanzata la proposta di avviare un confronto stabile tra banche, istituzioni e parti sociali, e di istituire un osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, capace di monitorare il fenomeno, anticipare i processi di chiusura e proteggere le comunità e le persone più fragili, più esposte ai cambiamenti tecnologici e al progressivo ritiro dei servizi essenziali.

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