Il 25 Luglio 2025 l’Istat, nell’ambito dell’accordo con il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio, ha pubblicato lo studio “Stereotipi di genere e immagine sociale della violenza” eseguito attraverso dati raccolti tra ragazzi e ragazze nella fascia di età 11-19 anni.

Gli stereotipi di genere, cioè quelle idee preconcette, rigide e generalizzate, che attribuiscono comportamenti e caratteristiche non in base all’individualità, bensì all’appartenenza ad un determinato genere (es. uomo/donna) sono alla base di discriminazioni, disuguaglianze e limitazione del potenziale proprio di ciascun individuo. Possono influenzare negativamente la percezione di sé, le scelte individuali ed essere la base culturale su cui può nascere e svilupparsi la violenza di genere nelle sue molteplici forme ed espressioni.

Il rapporto Istat è particolarmente interessante ed importante perché indaga il punto di vista di ragazzi e ragazze dagli 11 ai 19 anni, italiani e stranieri, su diversi aspetti legati alla pervasività degli stereotipi in una fascia di età sui cui è di fondamentale importanza agire per poter decostruire, e ricostruire, una visione delle persone libera da schemi stereotipati.

Avere a disposizione dei dati è la base per promuovere azioni e politiche culturali nella giusta direzione, perché si concretizzi davvero quel cambiamento auspicato verso una società in cui ogni individuo si senta libero, accettato e possa esprimersi appieno.

Nella rilevazione sono stati indagati ruoli di genere, stereotipi sulla violenza sessuale, tolleranza della violenza e relazione di coppia.

Nel rapporto di coppia, ad esempio, è molto sentita l’importanza del sostegno reciproco ma è anche ancora elevata la percentuale di chi ritiene che “la gelosia è un modo per dimostrare amore”.

Relativamente ad alcuni luoghi comuni sui ruoli di genere, il più diffuso riguarda l’importanza della bellezza, che viene ritenuta più importante per le donne che per gli uomini (58,6% per i ragazzi, 54,0% per le ragazze). Meno diffusi, ma ancora presenti, gli stereotipi che vedono gli uomini meno adatti alle faccende domestiche (30,4% per i ragazzi, 19,2% per le ragazze) e più portati per le materie scientifiche (29,1% per i ragazzi e 12,9% per le ragazze).

In ogni ambito sono più presenti gli stereotipi nei ragazzi e ragazze di cittadinanza straniera, mentre non si rilevano forti differenze territoriali. La diminuzione del radicamento di questi stereotipi appare invece correlata alla condizione socio-economica delle famiglie di appartenenza, in particolare a madri con titolo di studio elevato.  Un dato che raggiunge livelli non accettabili tra i ragazzi e ragazze dell’indagine è quello che riguarda affermazioni e stereotipi sulla violenza sessuale. I dati di quanti credono che “le ragazze possono provocare la violenza con il loro modo di vestire” o che “una ragazza che subisce violenza quando è ubriaca o sotto effetto di droghe ne è in parte responsabile” sono, purtroppo, ancora troppo elevati.

Nel primo caso è d’accordo il 23,5% dei maschi (contro il 7,2% delle femmine), nel secondo il 18,9% dei maschi e il 4,9% delle femmine.

La diffusione e il perdurare di questi stereotipi sono alla base della colpevolizzazione delle vittime di violenza che raggiunge, purtroppo, ancora troppo spesso le donne che denunciano durante tutte le fasi della lunga vicenda giudiziaria, dalla denuncia fino, a volte, addirittura alla sentenza.

La violenza fisica è poco tollerata ma ancora presente (“è normale che scappi uno schiaffo ogni tanto” è normale per l’15,2% dei ragazzi e il 6,7% delle ragazze), mentre il controllo del cellulare e dei social network della propria ragazza è accettabile per il 43,7% dei ragazzi e per il 27,7% delle ragazze!

La realtà che emerge da questo studio chiama in causa tutti e tutte noi ad un continuo e pervasivo sforzo per sradicare tutti pregiudizi e gli stereotipi di genere che sono alla base, è importante sottolinearlo, della piramide che conduce alla violenza e a tutte le forme di discriminazione fondate sul genere.

Elisa Innocenzi
 

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